Venerdì 14 Dicembre 2018


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Chiesa di Sant’Antonio di Padova


Costruita nel periodo in cui Acireale si chiamava ancora Aquilia Nuova, la chiesa di Sant’Antonio di Padova sembra essere la più antica della città.

La sua costruzione risale al 1466 quando la peste colpisce in modo feroce la città. Gli acesi si affidano alla protezione di San Sebastiano a cui viene dedicata la chiesa. Nel 1577 una nuova grave epidemia di peste colpisce il territorio delle Aci e la statua di San Sebastiano viene tenuta a lungo sull’altare come oggetto di suppliche e preghiere dei fedeli. La città rimane immune al contagio del male e gli acesi,  certi dell’intercessione del Santo, attribuiscono la  loro salvezza a San Sebastiano. La devozione al Santo aumenta sempre di più e la chiesetta diventa troppo piccola per contenere i numerosissimi devoti. La confraternita di San Sebastiano si adopera per la costruzione di una nuova chiesa di dimensioni molto più ampie che viene eretta là dove ancora oggi sorge la basilica dedicata  al santo martire Sebastiano, Compatrono della città.

Il 13 luglio 1652 la chiesetta viene dedicata a Sant’Antonio di Padova. Danneggiato da più terremoti, nel corso dei secoli l’edificio sacro subisce vari rimaneggiamenti. Ma è dopo il terremoto del 1693 che la confraternita di Sant’Antonio fa riedificare la chiesetta la quale oggi si presenta con un piccolo campanile allineato al prospetto. Dell’antica chiesa, oggi rimane solo il pregevole portale in stile gotico fiorito risalente alla seconda metà del ’400.

Gli affreschi dell’interno vengono affidati al pittore acese Pietro Paolo Vasta il quale aveva già affrescato le maggiori chiese della città. Per l’artista acese si tratta della sua ultima opera perché mentre stava affrescando la volta dell’abside con La gloria di sant’Antonio nel 1755 venne colpito da apoplessia. Pietro Paolo Vasta morì cinque anni dopo e l’opera venne portata a termine dal figlio Alessandro.

Di AlessandroVasta sono anche le tele Sant’Antonio di Padova, l’Ecce Homo, mentre le tele che ritraggono Santa Cecilia e San Cristoforo sono di Michele Vecchio.

Nel pavimento, in cotto e maiolica siciliana, a sinistra e a destra della scaletta d’ingresso sono presenti due lapidi che ricordano che prima della costruzione dei cimiteri, in questa chiesa trovavano sepoltura  a sinistra i devoti del Santo e a destra le donne pie.

La devozione verso Sant’Antonio di Padova, santo dei poveri e della carità, è molto radicata nella città del Barocco. Un tempo la festa in onore al Santo aveva caratteri esclusivamente liturgici ma negli ultimi anni nel pomeriggio del 13 giugno  l’antico simulacro di Sant’Antonio viene portato in processione per le vie della città. Giunto in Cattedrale,dopo la celebrazione della Santa Messa, portato a spalla dai suoi devoti, il Santo fa ritorno nella sua chiesa.

Tutte le domeniche e le feste di precetto alle ore 10,30 in questa chiesa, in osservanza del Motu Proprio Summorum Pontificum, viene celebrata la Messa secondo il rito di San Pio V in lingua latina.

di Anna e Maria Coco

Acireale



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