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Avrebbe dovuto esserci, la signora Santanché con tutti i suoi deliri anti-musulmani. Avrebbe dovuto esserci il sindaco leghista che in Brianza vuole un “Natale bianco”, cacciando via chiunque non sia abbastanza italiano, pallido e cattolico.Ma non c’erano, purtroppo (per loro!), domenica 22 novembre nella sala teatro della parrocchia San Paolo, ad Acireale, a conoscere il signor Mustapha Benkhalouk. Avrebbero capito tante cose.Avrebbero capito cosa vuol dire essere un uomo onesto e gentile, che per anni fatica dietro una bancarella di tappeti fino a raccogliere quanto basta per aprire un negozietto tutto suo. Avrebbero capito cosa vuol dire vivere in una città straniera donando il meglio di se stesso, fino a diventare parte integrante di essa. Avrebbero capito cosa significa compiere il gesto più alto e bello del mondo … la donazione di sangue ... non come un atto di eroismo ma come la cosa più normale, il dono più prezioso che un fratello può fare ad altri fratelli. E non importa se uno è leggermente più scuro di pelle e gli altri sono bianchi, e non importa se uno prega il venerdì nella moschea e gli altri la domenica in chiesa. Il signor Benkhalouk è stato premiato, nel corso dei festeggiamenti per i 30 anni della Fratres di Acireale, con la motivazione di essere "un amico, uno dei volontari più attivi, che mai ha perso una sola occasione per donare il suo sangue ... e che ha portato tanti altri donatori insieme a lui". Infatti non si è mai presentato da solo, ma ha sempre portato con sé moglie, figli, cugini, amici ... insomma, una folta e generosissima comunità di origine marocchina.Sarebbero migliaia le domande da porgli ma riusciamo a farne solo tre per motivi di tempo. Eppure bastano per capire che persona straordinaria abbiamo innanzi. -Signor Benkhalouk, da quanto tempo vive ad Acireale? Dal 1992 -E mi dica, può parlare liberamente, come si è trovato in questa città? Molto bene, non mi hanno mai fatto sentire straniero. -Cosa l’ha spinta a diventare volontario della Fratres e donatore di sangue? Ho visto che cercavano donatori, sono andato lì la prima volta e l’ho fatto. Ho pensato: loro hanno bisogno di me come io un domani posso aver bisogno di loro. Ecco. Solo questo. Già. Solo questo. Che c'è di eccezionale? Eppure tanti, tantissimi di noi, hanno paura di questo gesto che a lui appare così normale ... così ovvio e dovuto, verso un fratello, chiunque esso sia.Nonostante il bombardamento di paura che ci arriva ogni giorno dalla TV, dove integralisti senza pietà e giornalisti ignoranti cercano di metterci gli uni contro gli altri, facendoci credere che l'immigrato è un nemico feroce … esistono invece tante realtà meravigliose, come quella della famiglia Benkhalouk di Acireale che ci riportano alle origini, ovvero a quelle verità che sia Islam che Cristianesimo (quelli veri!) predicano da secoli: pace, rispetto e accoglienza per l’altro. E soprattutto, la cosa più importante:che siamo tutti fratelli. Shukran laka, signor Mustapha. |