DIOCESI DI ACIREALE
UFFICIO BENI CULTURALI ECCLESIASTICI

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L'addio a Mons. Giampapa PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio   
Venerdì 06 Novembre 2009 11:10

E' morto mons. Sebastiano Giampapa, canonico della Cattedrale e già parroco della stessa.
I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15.30 nella Basilica Cattedrale.

 
LA FIABA VERA DELLA SOLIDARIETA' PDF Stampa E-mail
Scritto da Grazia   
Martedì 13 Ottobre 2009 10:56

 

(dal sito www.cataniaoggi.com) 

C'era una volta ... ma non tanto tempo fa, appena pochi giorni... un paese vicino vicino, anzi, più paesi. Piccoli villaggi medievali costruiti secoli fa tra le colline e i torrenti e il mare della provincia messinese.
C'erano una volta ... perché oggi non ci sono più. Perché in una notte di Ottobre, una pioggia interminabile si trasformò in un immenso fiume di fango che scese giù dalle colline, strappò via le case, le strade e tante persone innocenti e le scaraventò nel mare oscuro della morte. E quei pochi superstiti che si salvarono da quell'inferno rimasero senza casa, senza vestiti, senza speranze.
Come in tutte le fiabe, anche qui ci sono gli Orchi Cattivi e questa volta stanno seduti sulle loro comode poltroncine in TV, a parlare di mafia e abusivismo ... anche dove l'abusivismo in fondo non c'era ... a lanciare accuse, politiche e non, contro una regione che è sempre stata capro espiatorio di tutti i mali del paese. E mentre la gente piange e implora aiuto, dai salotti nazionali si getta altro fango su di loro, parole vuote, inutili e cattive ... dimenticando quei "numeri solidali" e quegli "aiuti subito" che facevano tanta bella mostra di sé in occasione di altri disastri, avvenuti però da Roma in su. Perché se gli Umbri e gli Abruzzesi sopravvissuti al terremoto sono da confortare, se i Viareggini scampati all'incendio del treno sono da coccolare ... questi fastidiosi Siciliani sono solo da dimenticare.
Come in tutte le fiabe, anche qui c'è stato un Principe. Un bel principe in abito bianco che, incurante del pericolo, si è gettato nel fango per salvare nove persone. Solo che alla fine lui non ce l'ha fatta, è morto travolto dalla fatica e dalla frana ... e di lui rimane solo un nome, Simone Neri, oggi sussurrato con lo stesso rispetto che si porta a un dio.
Ma come in tutte le fiabe del mondo, anche qui c'è un "lieto fine" ... se si può ancora usare questa parola davanti a tanto dolore.
Perché là dove non arrivano le promesse vuote dei politici, là dove non arrivano le lacrime finte di conduttori televisivi addestrati alla superficialità ... là arriva il cuore grande della gente di Sicilia che, sola, si alza le maniche, si organizza e parte.
Mille esempi si potrebbero citare, a questo proposito e per questa occasione. Ma ne abbiamo scelto uno in particolare ... quello di un gruppo di persone, i navigatori affezionati di un sito web di Acireale (provincia di Catania), che in meno di una settimana grazie a un passaparola martellante, a mezzi poveri messi a disposizione da gente di animo buono, ha raccolto un furgone pieno zeppo di aiuti per i fratelli sfollati di Messina.
Abiti, cibo, detersivi, coperte, medicine ... tutto in ottime condizioni, tutto nuovo, tutto regalato, donato, riversato insieme all'amore a chi non ha più nemmeno occhi per piangere.
Perfino il furgone e le auto che hanno trasportato questi aiuti da piazza Livatino, ad Acireale, fino alla sede della Protezione Civile di Messina-Gazzi sono stati messi a disposizione da una ditta senza pretendere nulla in cambio.
Un'organizzazione, quella dei "ragazzi" del sito www.ilficodindia.it che in pochissimi giorni ha attivato una macchina, quella della solidarietà VERA, che ha lasciato senza parole anche i volontari messinesi. Qualcosa che politici, presentatori e giornalisti oltre stretto dovrebbero imparare. Ovvero, FARE, invece di parlare.

G. MUSUMECI

busy
 
DOLORE E RABBIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio   
Sabato 03 Ottobre 2009 22:06

Ancora una volta si scava a mani nude per recuperare i corpi spazzati via dal fango e intrappolati tra le mura domestiche che dovrebbero garantire sicurezza e protezione.


La zona del disastro dista 60 Km da Acireale ma due sere fa il temporale ha fatto sul serio: tremende fulminazioni a ripetizione erano perfettamente visibili dalle nostre finestre guardando verso i Peloritani, e se magari qualcuno ha pensato alla forza misteriosa della natura, più in là una quantità smisurata di acqua ha fatto rovinosamente crollare a valle quella fragile collina ove si inerpica il paese di Giampileri. Case costruite in luoghi dove non dovevano stare, montagne completamente prive di alberi, andati in fumo in anni di incendi ed incuria.

Ancora una volta il terrore si legge nei visi dei sopravvissuti e nei racconti di eroici salvataggi.

Al dolore non può che aggiungersi la rabbia,
rabbia dell'intersa isola del sole che da tempo ha dimenticato le regole della natura a vantaggio di quella del dio denaro.

 
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Citazioni


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    Ma per comprenderla bisogna chiuderli."


Alessandro Morandotti

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