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Scritto da Grazia
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Venerdì 19 Febbraio 2010 14:47 |
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C’erano una volta due scarpette innamorate. Si erano innamorate per forza, perché pure i loro padroncini si amavano e stavano sempre uniti, abbracciati, appiccicati. Le due scarpe facevano tanti progetti insieme: pensavano a quando -dopo il matrimonio dei loro padroni- avrebbero vissuto insieme sotto lo stesso lettone o dentro una elegante scarpiera, e poi sarebbero arrivate le scarpine per bambini,e quante camminate avrebbero fatto ancora! Un brutto giorno, però, un uomo che guidava come un pazzo, in preda ai fumi dell’alcool e della rabbia, investì e uccise i loro padroncini. Le scarpe quella sera volarono per aria, sbalzate dall’urto tremendo, e atterrarono vicino ai rottami del motorino. Però atterrarono insieme. E rimasero lì, sconvolte, come due bocche aperte per lo shock … a guardare i loro sogni che sfumavano, insieme alle vite di Alessio (che indossava la scarpa da tennis) e di Flaminia (che portava quella più simpatica, tutta a quadretti). Quelle due scarpe innamorate pare che siano ancora lì, a quell’angolo di strada maledetto, a gridare la loro rabbia contro una giustizia che, tramite la Corte di Cassazione, ha decretato oggi che chiunque guidi DA SETTE ANNI in stato di alterazione mentale, chiunque bruciando i semafori rossi investa e uccida due innocenti ... non commette alcun reato grave e non merita più di cinque anni di carcere. Come dire, uccidere due persone equivale a rubare un vaso da una bancarella al mercato
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