Giovedì 27 Aprile 2017


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Piazza Duomo


Vera gemma architettonica, la piazza Duomo di Acireale, oltre a costituire il cuore pulsante della città, rappresenta oggi il culmine di una storia che affonda le sue origini in un lontano passato. Pare infatti che il punto dove oggi sorge la piazza fosse il primissimo luogo, in cui gli abitanti di Aquilia Nuova posero la loro residenza. Nel 1596 fu necessario il suo l’ampliamento che comportò lo smantellamento di alcuni edifici. L’intervento, chiesto dagli stessi abitanti del tempo, diventò un’esigenza quando ogni anno dal 19 luglio al 2 agosto la piazza diventava Piazza del Mercato della città in cui si svolgeva la Fiera Franca di Santa Venera. Attorno alla piazza vennero costruite diverse botteghe che la fecero diventare anche un polo commerciale. Si rese necessario un nuovo allargamento che le conferì un assetto del tutto simile a quello attuale.

A delimitare il perimetro della piazza  sono  quattro edifici di altissimo pregio artistico: il Duomo, la Basilica dei SS. Pietro e Paolo, il Palazzo di Città e il palazzo Modò.

La Basilica Cattedrale dedicata a Maria SS. Annunziata risale agli inizi del XV secolo quando venne eretta” un’umile cappelluzza con tre mura e aperta d’innanzi”. Ma a partire dal 1598 gli angusti spazi della cappelluzza incominciano a lasciare posto alla splendida Basilica che diventò in seguito. Nel 1668 venne realizzato il portale in marmo bianco, opera di P. Blandamonte, scolpito a Messina, giunto via mare e portato fino in città attraverso le chiazzette, antichi sentieri che attraversando la Timpa collegano Santa Maria la Scala con Acireale. Il portale, unico elemento barocco della facciata, rappresentante l’Annunciazione con accanto le statue di Santa Venera e Santa Tecla, contiene anche il blasone della città che ricorda il titolo di Acis Urbs Amplissima Fida Regibus, concesso nel 1642 da Filippo IV alla città. L’attuale prospetto frontale della Cattedrale è in .stile neo-gotico ed è opera di S. Ittar e G. Basile che nel 1890 aggiungono alla facciata un’altra torre campanaria cuspidata del tutto simile a quella esistente, un rosone e una galleria abbellita da archetti e colonnine. Il Duomo di Acireale è unito da un cavalcavia al Palazzo Vescovile, disegnato dall’architetto C. Cocuccio. Tutto il complesso insieme ad altri edifici ecclesiastici con le loro corti interne e alla Basilica dei SS. Pietro e Paolo, costituiscono una vera e propria cittadella.

Tra la Cattedrale e il Palazzo di Città trova posto la Basilica dei SS. Pietro e Paolo i cui lavori di costruzione furono ultimati nel 1685. La violenza del terremoto del 1693 provocò gravi danni all’edificio e rese necessari imponenti lavori di restauro. L’attuale facciata, in pietra bianca di Siracusa, è opera di P. P. Vasta che abbellì l’originale prospetto di due ordini con colonne binate o singole che creano l’illusione di tre navate e di un esile campanile cuspidato.

Sul lato sud della piazza sorge il palazzo di Città detto anche  Loggia Giuratoria  che rappresenta il più classico esempio di barocco etneo. Disegnato da C. Larcidiacono e iniziato a costruire nel 1659, l’edificio fu fortemente danneggiato dal terremoto del 1693. Il prospetto del palazzo è abbellito da eleganti balconi in ferro battuto  che presentano forma curvoide e da mascheroni posti sotto le sporgenze delle balconate che hanno una funzione apotropaica cioè di esorcizzare il male. Nella parte inferiore della facciata si trova una balaustra di pietra bianca che si interrompe per lasciare posto al portale d’ingresso su cui campeggia lo stemma della Diocesi. Dal 1833 il Gabinetto di lettura,  presente al primo piano, costituisce “il domicilio solenne” dell’Accademia dei Dafnici e degli Zelanti. Ancora oggi la Loggia Giuratoria è sede del Comune di Acireale ed è il luogo dove si svolgono le sedute comunali.

Sul versante ovest della piazza, seguendo l’antico percorso di regia memoria, sorge palazzo Modò costruito nel 1699 in stile tardo barocco. Il palazzo infatti presenta mascheroni e balconi con reggimensole di fattura barocca. Nei primi anni del ‘900 l’edificio venne trasformato nell’allora famosissimo Teatro Eldorado, rimasto in attività fino al dopoguerra.

La nuova pavimentazione della piazza è del 2009 ed è opera degli architetti P. Portoghesi e V. Messina e dell’ingegnere A. Scaccianoce i quali in sintonia con lo stile barocco della città, hanno pensato ad una pavimentazione in pietra lavica dell’Etna e pietra bianca di Comiso. Al centro della pavimentazione, che ricorda l’interno di una cupola vista dal basso, trova posto la riproduzione del nuovo stemma della città, opera del maestro  carrista L. Parlato.

di Anna e Maria Coco

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