Sabato 22 Luglio 2017


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Storia della Diocesi


Rielaborazione del volume di F. AMICO, Acireale-Diocesi, Acireale 1992
a cura dell’Archivio Storico Diocesano

I primi tentativi fatti ad Acireale per l’istituzione della Diocesi

Il 16 febbraio 1818 tra papa Pio VII e Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie fu stipulato a Terracina un concordato. Fra i tanti articoli dell’accordo, il terzo stabiliva di aumentare il numero delle diocesi in Sicilia. Nei due anni precedenti erano state erette tre diocesi: Caltagirone (12-9-1816), Piazza Armerina (3-7-1817) e Nicosia (17-3-1816). In forza del citato articolo del concordato di Terracina, ad Acireale si accese la speranza di poter ottenere l’istituzione della diocesi.

Tra le carte conservate in casa dell’ultimo vicario foraneo di Acireale Sac. Francesco Amico, si rinvenne un’interessante e dettagliato “quadro memoriale”, compilato precisamente nel 1820, la cui significativa intestazione è appunto la seguente: 1820 Acireale la città più idonea al Vescovado. In tale documento si trova elencato minuziosamente tutto quanto, nel 1820, esisteva ad Acireale: istituzioni civili e religiose, opere sociali e culturali, categorie specifiche di arti, professioni e mestieri. Dopo il concordato del 1818 sembra davvero che Acireale non abbia perduto tempo e non abbia esitato a presentare istanze per l’erezione della diocesi.

La richiesta di Ferdinando II al Papa

Gregorio XVI, nelle Lettere Apostoliche Quodcumque ad catholicae religionis incrementum del 27 Giugno 1844, manifesta chiaramente che si determinò a stabilire l’erezione della Diocesi di Acireale per compiacere i desideri di tantissime persone e le insistenti richieste del Re Ferdinando II. Ecco i motivi addotti da Gregorio XVI:

[…] utque pientissima plurimorum vota et studiosissimae carissimi in Christo filii nostri Ferdinandi Secundi utriusque Siciliae Regis efflagitationes salubriter obsecundarentur […].

E lo stesso Papa precisa:

[…] idem Serenissimus Rex proposuit ut nunc pro tunc… sedes alterius novi Episcopatus in oppido Jacii quod vulgo dicitur “Acireale” apostolica nostra auctoritate erigeretur […]. Nam Jacium amoeno in loco apud mare extat fruiturque feracissimo territorio rerumque copia et affluenti commercio auctum […], optime excultis civibus, ac familiis generis nobilitate praestantibus gaudet, quodque maxime ad rem facit, inibi exurget sub invocatione SANCTAE MARIAE AB ANGELO ANNUNCIATAE Matrix Ecclesia Parochialis et Collegiata, per Canonicos et mansionarios celebrata, bene constructa, satis ampla, exornata, et sacra supellectili praedita, dignaque idcirco quae ad Cathedralis dignitatem extollatur.

Acireale era stata elevata a distretto il 3 febbraio 1838 con decreto di Ferdinando II di Borbone (Re del Regno delle due Sicilie dal settembre 1830). Con Acireale Diventarono quattro i distretti della Provincia di Catania. Ed erano in tutto 24 i distretti, chiamati anche vice-intendenze, in Sicilia. Le cronache locali ci informano che Ferdinando II, il successivo 14 febbraio 1838, fu ad Acireale. A parte qualche aneddoto, è però assai verosimile che al re sia stato ricordato l’impegno per fare istituire dal Romano Pontefice la diocesi di Acireale.

Le lettere apostoliche di erezione QUODCUMQUE AD CATHOLICAE RELIGIONIS INCREMENTUM

27 giugno 1844
Gregorio XVI, assecondando il vivo desiderio del clero e dei fedeli e le istanze di Ferdinando II dei Borboni, Re delle due Sicilie, con le Lettere Apostoliche Quodcumque ad Catholicae Religionis incrementum del 27 giugno 1844, costituì la nuova Diocesi di Acireale. Così, al posto della Matrice Chiesa Collegiata Parrocchiale e del suo Capitolo, veniva eretta una Chiesa Cattedrale, sotto il medesimo titolo della Vergine Annunziata, con un Capitolo Cattedrale.

Il territorio della nuova Diocesi era formato da territori staccati dall’Arcidiocesi di Messina e dalla Diocesi di Catania. Nel 1844 il numero degli abitanti era di: 78.762, di questi: 43.089 da Messina e 35.673 da Catania. Erano così distribuiti:
Aci Buonaccorso 1.298
Fiumefreddo 641
Aci Castello 1.748
Giarre 15.086
Acireale 21.212
Linguaglossa 4.079
Aci S. Antonio 6.759
Mascali 3.116
Aci S. Filippo Catena 4.656
Piedimonte 3.820

Tuttavia diverse circostanze, talune previste, altre decisamente avverse, ritardarono, di ben 28 anni l’esecuzione delle Lettere Apostoliche di erezione della Diocesi. La Diocesi inizierà di fatto la sua vita dopo 28 anni dalla sua erezione, e precisamente nel 1872.

Rendite, territorio, capitolo, della nuova Diocesi di Acireale

Come “dote” della nuova Diocesi di Acireale le Lettere Apostoliche Quodcumque assegnavano i beni e le rendite di due abbazie, allora vacanti perché abbandonate dai Cistercensi, cui appartenevano per antichissima data: l’Abbazia di Santa Maria, detta Roccamadore, nel casale di Tremestieri, e l’Abbazia di Santa Maria, detta la Novara, in Val Demone, provincia di Messina.

Si stabiliva nelle stesse Lettere Apostoliche che quanto vi era sancito circa l’erezione della nuova Diocesi non avrebbe avuto effetto prima della “vacanza di Catania e di Messina”.

Si delimitava intanto il territorio della nuova Diocesi, formato da ben precisati territori da staccarsi dalla Diocesi di Catania e dall’Arcidiocesi di Messina.

– Da Catania: Acireale, Aci S. Antonio, Aci Bonaccorso, Aci Castello, Aci S. Filippo Catena.

– Da Messina: Calatabiano, Castiglione, Fiumefreddo, Giarre, Mascali, Piedimonte, Randazzo, Linguaglossa.

Come abitazione del Vescovo si assegnava il palazzo da sorgere il più vicino alla Cattedrale, che il Re delle due Sicilie aveva promesso di costruire non appena la Diocesi sarebbe stata provveduta del suo pastore. Uguale promessa era stata fatta per il Seminario.

Con la stessa Bolla Quodcunque veniva inoltre concesso dalla Santa Sede il diritto di patronato sulla Diocesi al Re delle due Sicilie, col conseguente diritto di presentazione tanto per la prima volta quanto per le successive elezioni del Vescovo. Altre prescrizioni stabiliva quindi la Bolla circa la Cattedrale, il Capitolo, il Seminario, e gli Archivi.

Si stabiliva poi che, in caso di sede vacante nella Diocesi di Catania oppure nell’Arcidiocesi di Messina, il Vescovo superstite sarebbe stato Amministratore del territorio da dismembrarsi dalla Diocesi vacante, amministrazione che sarebbe senz’altro cessata una volta resesi vacanti l’altra sede vescovile.

Per cui, avvenute le due vacanze e dentro gli otto giorni dalla Esecuzione delle Lettere Quodcumque il Capitolo della nuova Diocesi di Acireale aveva facoltà di eleggere il Vicario Capitolare, perché la novella Diocesi non restasse priva di di una guida fino alla nomina del primo Vescovo da parte della Santa Sede.

Il mandato di dare Esecuzione alle Lettere Apostoliche Quodcumque veniva conferito, nelle medesime Lettere a S. E. Mons. Celestino Cocle, Arcivescovo titolare di Patrasso. Alla morte dell’esecutore, con Decreto della Sacra Congregazione Concistoriale del 25 giugno 1861 fu nominato esecutore apostolico S. E. Mons. Pietro Giannelli.

I reiterati tentativi per portare ad esecuzione le lettere apostoliche di erezione della diocesi

Come era avvenuto per ottenere nel 1844 l’erezione della Diocesi, così anche per giungere dopo ventotto anni alla tanto attesa Esecuzione Apostolica nel 1872, si dovettero affrontare sacrifici e superare gravi difficoltà. Solo qualche accenno.

L’interessamento del P. Mariano Spada O.P.

Tante difficoltà furono superate per l’efficace e premuroso interessamento dell’acese P. Mariano Spada O.P., che in Vaticano ricopriva la carica di “Maestro del Sacro Palazzo Apostolico”. Intanto sorgevano delle difficoltà: su proposta del Cardinale Segretario di Stato Giacomo Antonelli, papa Pio IX, il 20 aprile 1872, stabilì che le somme da impiegare a favore del futuro Vescovo di Acireale fossero capitalizzate e versate alla Santa Sede. Per scongiurare tale provvedimento ad Acireale furono prese efficaci iniziative: dopo pochi giorni, già il 30 aprile, si erano raccolti ad Acireale ben 30.000 ducati (10.000 onze, cioè L. 127.000 di allora: oggi circa 600 milioni), che furono depositati presso la Santa Sede nei primi di maggio. Tale generosità e impegno degli acesi suscitò ammirazione nello stesso Pio IX.

Non è da sottovalutare il ruolo svolto dal can. Rosario Cirelli. Egli, dal 30 dicembre 1871 a tutto il gennaio 1872, e dal 18 febbraio 1872 al 23 maggio 1872, aveva soggiornato a Roma per la pratica del Vescovado e per risolvere in loco le eventuali insorgenti difficoltà. Ripartì da Roma il 23 maggio 1872 portando con sé il tanto atteso Decreto Concistoriale, datato 19 marzo 1872, con cui veniva nominato Esecutore Apostolico il Vescovo di Caltanissetta, Giovanni Guttadauro, dei principi di Reburdone. Il Cirelli consegnò personalmente il decreto al Vescovo Guttadauro, il 25 maggio 1872, a Catania.

Mons. Giovanni Guttadauro, esecutore apostolico

19 marzo 1872
Con un Decreto della Sacra Congregazione Concistoriale viene nominato Mons. Giovanni Guttadauro, Vescovo di Caltanissetta, esecutore delle predette Lettere Apostoliche Quodcumque, emanate 28 anni prima da Gregorio XVI
28 maggio 1872
Viene ad Acireale il Vescovo Guttadauro

3 giugno 1872
Il Vescovo Giovanni Guttadauro, con l’autorità e le facoltà di Esecutore Apostolico, pubblica ad Acireale, con un suo Decreto esecutoriale, le Lettere Apostoliche di erezione della Diocesi del 27 giugno 1844.

A partire da questa data,
3 giugno 1872,
la Diocesi inizia ufficialmente la sua vita.

5 giugno 1872
Il Capitolo Cattedrale – riunitosi come prescritto nelle stesse Lettere Apostoliche – elegge il Vicario Capitolare nella persona del Rev.mo Tommaso Calì, Preposito dello stesso Capitolo, per reggere la Diocesi nell’attesa del primo Vescovo.

22 luglio 1872
Con questa data Acireale viene dichiarata Diocesi immediadamente soggetta alla Santa Sede per Decreto della Sacra Congregazione Concistoriale Jaciensis in Sicilia citra Pharum.

La nomina del primo vescovo, Gerlando Maria Genuardi

29 luglio 1872
Pio IX nomina primo Vescovo di Acireale Gerlando Maria Genuardi di Girgenti.

11 agosto 1872
A Roma, nella Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio (presso la fontana di Trevi) Gerlando Genuardi viene ordinato vescovo dal Cardinale Camillo Di Pietro, essendo conconsacranti gli Arcivescovi Alessandro Franchi ed Eduardo Howard.

11 agosto 1872
Con la stessa data della Consacrazione Episcopale, il Vescovo invia da Roma la Prima Lettera Pastorale, in doppia edizione, latina e italiana.

1 settembre 1872
Il Vescovo Gerlando Maria Genuardi prende possesso canonico della Diocesi per procura fatta al Vicario Capitolare Tommaso Calì. Il Vescovo inizia il governo pastorale della Diocesi a lui affidata.

10 novembre 1872
Il Vescovo Genuardi fa il solenne ingresso nella sua Diocesi.

La diocesi di Acireale nel 1872

– Popolazione della Diocesi: 115.826
– Clero secolare: 334
– Clero regolare: 75
Popolazione della diocesi secondo i Comuni
Acireale 35.787
Mascali 5.047
Acicatena 4.876
Fiumefreddo 1.718
Acicastello 2.280
Calatabiano 3.172
Aci Bonaccorsi 1.324
Piedimonte Etneo 4.821
Aci S. Antonio 5.934
Linguaglossa 8.822
Giarre 17.414
Castiglione 8.654
Riposto 8.032
Randazzo 7.945

L’attività pastorale del primo Vescovo, Gerlando Maria Genuardi

1882

In occasione del decimo anniversario di ordinazione episcopale di Mons. Genuardi fu compiuto un solenne atto di riparazione per gli oltraggi subiti nell’anno precedente. Numerosi furono gli atti di riconoscenza e di stima nei confronti del Vescovo che si concretizzarono nel dono di una croce pettorale gemmata consegnatagli l’11 agosto del 1882 in occasione della solenne celebrazione in Cattedrale. Indossando la nuova croce gemmata, Genuardi, sceso dal soglio, si recò a deporre la croce che fino a quel giorno aveva portato, sul simulacro di Santa Venera.

1895

Il 28 agosto 1895, ad Acireale, presso il salone del Seminario, ebbe luogo l’inaugurazione dell’Accademia dei SS. Agostino e Tommaso con sede nel Seminario Vescovile. Il proemio degli statuti, approvati da Mons. Genuardi il 7 aprile 1895, presenta lo scopo dell’Accademia:

«Il bisogno di rendere nel Clero perenne e durevole la cultura delle scienze filosofiche e teologiche con le altre affini, sia per coglire il frutto più pratico dell’insegnamento ricevuto nella giovane età in Seminario, sia per mantenere un centro di vita intellettuale, intorno a cui restino uniti, anco dopo finito il corso degli studi, Professori ed alunni, non può meglio essere soddisfatto che con la fondazione di un’Accademia».

Inaugurando l’Accademia Genuardi tenne il discorso augurale dal titolo Leone XIII restauratore della scienza e della civiltà cristiana nel secolo XIX.

1897

L’anno 1897 fu per il Vescovo Gerlando Maria Genuardi un anno di riconoscimenti e gratificazioni da parte dei diocesani, dell’episcopato siculo e del Romano Pontefice. Nell’agosto di quell’anno si svolsero ad Acireale celebrazioni di rilevante importanza e solennità fastose in onore di Genuardi: per il 25° della sua consacrazione episcopale (ricevuta a Roma l’11 agosto 1872); per il 25° di vita della Diocesi di Acireale (iniziata il 3 giugno 1872); per il conferimento del privilegio del pallio al vescovo da parte di Leone XIII; per il III Congresso cattolico regionale siculo. Dall’8 all’11 agosto 1897, l’Opera dei Congressi e dei comitati cattolici in Italia tenne ad Acireale il III Congresso cattolico regionale siculo. Furono personalmente presenti ad Acireale, in quei quattro giorni, undici Vescovi di Sicilia, i quali, nel giorno conclusivo, 11 agosto, festeggiarono insieme col vescovo di Acireale il 25° anniversario di consacrazione episcopale. Tutte le iniziative e le indicazioni dell’Opera dei Congressi, sia quelle di carattere religioso o di azione cattolica o di apostolato, sia quelle a scopo assistenziale o sociale o economico, ad Acireale, per volontà del Genuardi, e con la valida collaborazione di persone qualificate, trovarono pronta risposta e concreta realizzazione. Fiorirono così in maniera sorprendente: scuole di religione; oratori e circoli per i giovani; l’opera della dottrina cristiana; associazioni tra le famiglie cristiane. E poi ancora: unioni agricole; banche; società cooperative di consumo; casse rurali; segretariati del popolo e società operaie cattoliche di mutuo soccorso.

1904

Il 14 novembre 1904, il Papa Pio X, al Vescovo Genuardi, che ne aveva fatto richiesta, volle dare come ausiliare Mons. Giovanni Battista Arista dell’Oratorio dei Padri Filippini di Acireale, nominandolo Vescovo titolare di Nissa. Arista fu consacrato Vescovo, nella Cattedrale di Acireale, il successivo 30 novembre, dallo stesso Genuardi. Furono Conconsacranti: l’Ecc.mo Damaso Pio De Bono (Vescovo di Caltagirone) e l’Ecc.mo Antonio M. Cesareo (Vescovo Titolare di Elenopoli).

1907

Mons. Gerlando Maria Genuardi, per 35 anni Vescovo di Acireale, muore il 4 giugno 1907 all’età di 68 anni. La salma riposa, per espresso suo desiderio, nel Santuario di Loreto in una tomba che si trova nel lato destro del transetto.

Elementi statistici e altre notizie del 1907

Popolazione della Diocesi: 148.770.
Clero secolare: 340.
Clero regolare « extra claustra »: 11.
Alunni del Seminario: 165 (di cui 55 extradiocesani).

Furono 22 i novelli Preti secolari della Diocesi ordinati dal 1° novembre 1906 al 1° novembre 1907.

Acireale



Diocesi


Arte e Fede


Itinerari del museo diffuso nella Diocesi di Acireale.


I percorsi della Fede


Collana di sussidi sulle chiese della Diocesi di Acireale.